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Coronavirus, l’appello dei sindaci lombardi: «Fate più tamponi»

Postato da il 26 Marzo 2020

L’hanno firmato 81 sindaci del territorio lombardo. È un appello, senza intenzioni polemiche, rivolto alla Regione perché cambi strategia contro il virus. E passi rapidamente alla sorveglianza attiva.  Un cambio di rotta che sembra ancora più necessario dopo che i numeri (almeno quelli noti-9 dimostrano che i contagi non calano quanto si sperava. Cosa significa e come mettere in atto questa nuova strategia l’abbiamo chiesto a uno dei primi firmatari del documento, il sindaco di Cernusco sul Naviglio, Ermanno Zacchetti.

Che cosa chiedete esattamente voi sindaci?
«Dal confronto con i medici di base, che sono sul territorio, emerge che l’epidemia è più diffusa di quello che appare dai dati ufficiali e che quindi il numero di malati è sicuramente più alto. Molti cittadini sono a casa con sintomi riconducibili al Covid ma non ricorrendo alle cure ospedaliere non vengono sottoposti a tampone e quindi non compaiono nel conto, inoltre non vengono tracciati i loro contatti che potrebbero contribuire al diffondersi dell’epidemia. Non solo anche il numero dei morti probabilmente è sottostimato».

Come fate a dirlo?
«Da uno studio partito dal comune di Nembro ma esteso anche a Cernusco sul Naviglio, confrontando il numero medio di morti nel primo trimestre degli ultimi due anni con quello di quest’anno, i dati hanno uno scarto non giustificabile. Nel 2018 i morti nei primi tre mesi i decessi sono stati 67, adesso siamo già a 116 e di questi solo 10 sono attribuiti ufficialmente al Covid.  Quindi secondo lo studio il numero di decessi anomali è pari a 6,1 volte quelli ufficialmente attribuiti al Coronavirus. Le persone decedute non vengono sottoposte a test, ma abbiamo ragione di credere che molti di loro fossero stati colpiti dalla malattia. Abbiamo bisogno però di dati certi per poter procedere. Come amministratore ho bisogno di avere numeri certi dei contagiati, delle persone in quarantena e di quelli morti per poter fornire assistenza e servizi adeguati ai cittadini».

I dati ufficiali quindi non bastano?
«Se mi basassi sui dati ufficiali, i malati sarebbero molto meno. Solo capendo quali sono i numeri reali posso attrezzarmi per affrontare i problemi».

Cosa occorre fare?
«Fare più tamponi possibile servirebbe a monitorare meglio la situazione. E monitorare ci serve per cercare di circoscrivere il problema. Ci sono esperienze all’estero e in Italia, prima fra tutte quella della regione Veneto, che indicano come strada alternativa quella della “sorveglianza attiva” che prevede di fare i tamponi a tutte lepersone con sintomi riconducibili al Covid19, soprattutto le persone che sono a casa ammalate e non ricorrono all’assistenza ospedaliera, e in base al risultato di sottoporre conseguentemente a tampone i familiari e tutte le persone con le quali sono entrate in contatto».

Che cosa è successo in Lombardia? Perché i tamponi alle persona con sintomi ma non ospedalizzati non si fanno?

«Noi ci atteniamo alle indicazione arrivate dall’Ats».

Non avete un’autonomia decisionale come Comune? Alcuni laboratori privati hanno già dato la loro disponibilità per procedere con i tamponi se necessario
«Come Comune non possiamo prendere iniziative che riguardino la salute, non è di nostra competenza. Certo se la Regione decidesse di fare interventi più ampi verremmo maggiormente coinvolti e anche realtà private verrebbero attivate».
Avete avuto qualche riscontro?«Non ancora ma questo appello è molto recente e spero possa portare tutti a fare un passo in questa direzione. La prima cosa da fare in assoluto sarebbe quella di sottoporre periodicamente al tampone i medici di base e ancor più di dotarli in giusta quantità di tutti gli strumenti indispensabili per poter eseguirein massima sicurezza l’assistenza al domicilio dei pazienti. Intervento che ,come dimostra la sperimentazione in corso in Emilia Romagna, sembra dare buoni risultati. Pochi giorni, ad esempio, siamo stati noi come Comune a fornirgli le mascherine».




L’articolo originale Coronavirus, l’appello dei sindaci lombardi: «Fate più tamponi» lo potete trovare al seguente Link


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